Non basta più mettere insieme un tavolo, una sedia e un computer per ottenere una postazione davvero funzionale. Oggi l’arredo dell’ufficio cerca un equilibrio più sottile fra estetica, benessere, ordine e tecnologia, perché anche ciò che sembra un semplice accessorio può cambiare profondamente il modo in cui trascorriamo molte ore della giornata.
Una postazione che segue il corpo invece di costringerlo
Quando si progetta un ufficio moderno, dalla stanza professionale all’angolo ricavato in casa per lo smart working, conviene partire dalla persona anziché dai mobili, perché altezza del piano, posizione dello schermo, profondità della seduta e distanza di tastiera e mouse dovrebbero dialogare fra loro affinché braccia, collo e schiena rimangano in una posizione naturale e non siano costretti per ore in assetti apparentemente innocui che, alla lunga, possono diventare stancanti.
Una scrivania sufficientemente profonda permette di allontanare il monitor e lascia spazio agli avambracci. Ancora meglio se il piano consente di tenere ciò che si usa spesso all’interno di una zona facilmente raggiungibile, evitando continue torsioni.
Anche l’altezza dello schermo merita attenzione. Supporti per monitor e bracci snodabili consentono di regolarne facilmente la posizione e, quando sulla scrivania convivono due display, aiutano a creare una superficie visiva continua. Poggiapiedi, tappetini ergonomici, supporti per laptop e poggiapolsi possono completare la postazione, purché rispondano a una necessità reale e non diventino oggetti acquistati soltanto perché belli.
Chi voglia approfondire il rapporto fra postura, attrezzature e ambiente di lavoro trova indicazioni utili nell’approfondimento dell’INAIL dedicato ai videoterminali e all’ergonomia della postazione, dove vengono considerati anche illuminazione, piano di lavoro, seduta e periferiche.
La seduta diventa il cuore dell’arredo
Tra gli acquisti da valutare con maggiore cura ci sono le poltrone per l’ufficio adatte a chi lavora parecchie ore da seduto, perché una bella scrivania può essere sostituita o adattata con relativa facilità, mentre una seduta inadatta accompagna ogni movimento e si fa sentire dopo una giornata passata davanti allo schermo.
A fare la differenza non è solamente una generosa imbottitura. Contano la regolazione dell’altezza, il sostegno lombare, la forma dello schienale, la profondità della seduta e la capacità del meccanismo di accompagnare il movimento del corpo, lasciando che la postura cambi durante la giornata invece di bloccarla in una posizione che sulla carta sembra perfetta ma che nessuno riesce a mantenere per otto ore consecutive.
Prima dell’acquisto conviene osservare almeno:
- possibilità di regolare altezza e inclinazione;
- supporto della zona lombare;
- braccioli adattabili alla corporatura;
- base stabile e adatta al pavimento;
In un ambiente contemporaneo, poi, ergonomia e design non devono necessariamente viaggiare su binari separati, perché tessuti, reti tecniche, metallo, legno e finiture opache consentono oggi di inserire una seduta funzionale anche in uno studio curato dal punto di vista estetico, senza ottenere quell’aria impersonale che ricordava certi uffici di qualche decennio fa.
Ordine, luce e tecnologia
Del carattere di un ufficio moderno raccontano molto anche gli oggetti più piccoli, soprattutto quando riescono a sparire alla vista. Canaline passacavi, vaschette fissate sotto il piano, prese integrate, caricabatterie wireless e supporti per cuffie liberano superficie utile e riducono quell’intreccio di fili che, oltre a essere poco gradevole, rende scomodo spostare dispositivi e pulire la postazione.
Da non trascurare è la luce, che andrebbe progettata affinché quella naturale e quella artificiale collaborino senza produrre riflessi sul monitor, forti contrasti o zone d’ombra, scegliendo una fonte diffusa per l’ambiente e una lampada orientabile per attività che richiedano maggiore precisione, così che sia la postazione ad adattarsi alle diverse ore del giorno e non gli occhi a sopportare continuamente condizioni sfavorevoli.
Praticità non vuol dire però trasformare la stanza in un laboratorio asettico. Pannelli fonoassorbenti, piccoli contenitori coordinati, mensole, cassettiere mobili, piante e divisori leggeri permettono di modellare gli spazi senza appesantirli. Negli open space, soprattutto, materiali capaci di assorbire parte del riverbero aiutano a rendere l’ambiente meno rumoroso. Sempre più utile diventa anche la modularità, perché le esigenze cambiano: una postazione individuale oggi può dover ospitare una videocall domani o lasciare spazio a una breve riunione dopodomani. Mobili mobili, supporti regolabili e accessori facilmente riposizionabili consentono proprio questa libertà, facendo sì che l’arredo non stabilisca una volta per tutte come si debba lavorare, ma accompagni attività diverse con pochi gesti e senza riempire ogni centimetro disponibile.